domenica 24 febbraio 2013

Musica anni 50-80 ad Alghero



Gli Harlem nella rotonda della Villa Las Tronas nel 1956.
Alla tromba Tore Camerada, tra il fisarmonicista Antonio Cherchi e il cantante c'è Francesco Chessa (contrabbasso), il cantante è Franco Ceravola. Nascosto da Tore Camerada  c'è il batterista Benedetto Balzani. Al sax c'è Antonio Cao direttore del complesso musicale.



Carnevale 1957 - Complesso "I Sarchiaponi Jazz". Serata al Circolo Marinai di Piazza Civica ad Alghero.
Alla batteria Nicolino Niolu, chitarra e accompagnamento Angelino Ceravola, chitarra solista Giovannino Niolu, cantanti Franco Ceravola e Gianni Masu, al sax Giulio Terzoli.


Pausa dell'esibizione del complesso "I Sarchiaponi Jazz" durante il carnevale 1957.
Da sinistra: Nicolino Niolu, Gianni Masu, "Pirichedda", il gestore del bar con il figlio, Giulio Terzoli, Franco Ceravola, e Angelino Ceravola. Dietro Giovannino Niolu fa le corna.



1958 - Casa del Caffè (Giardini Pubblici) Complesso "I Sarchiaponi Jazz".
Alla chitarra e accompagnamento Angelino Ceravola, chitarra solista Giovannino Niolu, alle percussioni Carlo Balzani,cantante Franco Ceravola.



Festa di Sant'Agostino anni 50. Angelino Ceravola e Giovannino Niolu alle chitarre.

Festa di Sant'Agostino anni 50.
Cantante Fernco Cervola, alle chitarre Giovannino Niolu e Angelino Ceravola.


Gioz Floreals  del 1973. Primo premio per la canzone "Mamoria '71"  dedicata allo scomparso chitarrista ed amico Giovannino Niolu,  morto in un incidente stradale nel 1971. La canzone è stata scritta da Franco Ceravola e musicata da Angelo Ceravola.
Nella foto si vedono da sinistra: il batterista Pupo Mundula, Angelino Ceravola, Franco Ceravola, e il chitarrista Paolo Dessì nella sala mensa della casa di Riposo per Anzani di Viale della Resistenza.


Fine anni 70. Ultima formazione del complesso I Catalani composta da Angelino Ceravola all'organo elettronico, Carmelo Vilardi, chitarrista solista e Franco Ceravola cantante e percussionista.
Serata di festa nella cantina dell'Azienda vinicola Sella & Mosca fra le botti di invecchiamento dei vini. Il complesso ha cessato l'attività nel 1983.

Origine del nome del complesso i Catalani.
 In quegli anni erano in voga i Beatles. Come si sa la parola inglese beatle significa coleottero e per noi aveva il significato di  scarafaggio.
In algherese lus cataranz erano gli scarafaggi.
Ecco dunque spiegata l'origine del nome Catalani che non vuole riferirsi ai dominatori catalani ma vuol ricordare l'altro significato della parola catarà.


1960

1967

1973

1973

1974

1978


Per la cupola di San Michele e per altri modelli personalizzati contatta:
www.enricoceravola.com

giovedì 1 marzo 2012

Presenze votive nuragiche

Mostra di pittura - Torre di san Giacomo  - Alghero  - 1980

Culti della religione che si succedono nel territorio sardo. I riti neolitici, nuragici, pagani e cristiani si sono sovrapposti nel territorio con dei chiari segni che il tempo non ha potuto cancellare. Nei quadri si è voluto dare il senso di una sintesi dei vari culti dell'Isola quasi a sottolineare che l'uomo in fondo non è cambiato e che nel suo intimo convivono passato e presente in simbiosi e armonia.








Bronzetti di lottatori con sfondo di nuraghe e basilica di sant'Antioco di Bisarcio. Nell'aria  le ombre di tre guerrieri.


Elsa di spada votiva , guerrieri e basilica sullo sfondo.


Bronzetto di arciere a Serra Orrios e testa di guerriero scolpita nella pietra di Monti Pramma


Bronzetto di orante ad Antas. Sullo sfondo Sant'Antioco di Bisarcio e in alto ombre della Dea Madre.

Per la cupola di San Michele, per altri modelli 3D personalizzati e per stampe su carta o tela contattare:


venerdì 7 ottobre 2011

Alghero 17 maggio 1943 - Fotografie di Arturo Usai

IL BOMBARDAMENTO DI ALGHERO

Fotografie di Arturo Usai tratte dalla pubblicazione "Cinquant'anni fa il bombardamento di Alghero" a cura di Mariantonietta Izza.

L'autore delle foto è il dottor Arturo Usai che, alla sua professione, ha sempre affiancato l'attività di fotografo e regista. 
Il dottor Arturo Usai  è venuto a mancare il 25 novembre 2012 all'età di 95 anni. Lo ricordiamo per le sue fotografie e i suoi filmati su Alghero che documentano, come le immagini qui presentate, importanti momenti della città.

Le foto sono state scattate la mattina successiva all'evento, il 18 maggio 1943.


Sullo sfondo si vede il campanile di Santa Maria


Qui si vede la zona adiacente al Duomo di Santa Maria. Le bombe hanno danneggiato anche l'interno della cattedrale.



Un'altra drammatica immagine che mostra le case sventrate dalle bombe.

Le immagini sono collegate al post n° 29 del blog:
http://blog.libero.it/nonbasta

Ricordi del bombardamento

Dopo il bombardamento dell'aeroporto molti algheresi pensarono di sfollare dalla città nelle campagne e nei paesi circostanti.
I figli e le figlie di Antonio Ceravola sfollarono, ma i genitori rimasero in città perché non potevano abbandonare il lavoro.
La famiglia di Luigi Ceravola (figlio di Antonio) si trasferì a Mara. Ma siccome il luogo pareva poco adatto vi fu uno spostamento verso Villanova Monteleone dove alloggiavano altri parenti.
Maria Vittoria Ceravola (figlia di Luigi) allora aveva sette anni. Ricorda che la notte del bombardamento fu svegliata e fatta alzare dal letto in tutta fretta. C'era una grande animazione perché si erano sentiti gli scoppi delle bombe su Alghero. Di corsa tutti andarono alla periferia del paese in un punto dal quale si vedeva Alghero. Assistettero così al bombardamento, e videro la città che bruciava e illuminava il cielo sopra di sé. Il pensiero correva a chi era rimasto in città. 
Poi seppero che la casa del nonno Antonio era stata danneggiata dalle bombe. I nonni erano corsi a ripararsi in un rifugio e in seguito dovettero andare ad abitare a casa del figlio Luigi che era momentaneamente vuota.
Maria Vittoria ricorda che l'indomani arrivò a Villanova un gran numero di algheresi, chi col carretto, chi con l'asino, chi a piedi. Erano terrorizzati e cercavano scampo all'orrore vissuto la notte precedente.
Due barche del nonno Antonio furono mitragliate e fatte affondare nel porto di Alghero in altre incursioni aeree.


Voglio qui riportare la testimonianza di mia madre che in quel giorno si trovava ad Alghero

Nel maggio 1943 gli Algheresi erano stati avvertiti della probabile imminente incursione aerea dei bombardieri. Molti erano già sfollati nel periodo precedente e altri pensarono bene di lasciare a città il mattino del 17 maggio temendo il peggio.  
Mia madre proveniva da Sassari ed era sposata da pochi mesi. I miei genitori vivevano in una camera ammobiliata in Piazza Civica in un palazzo affiancato al Palazzo de Arcayne dato che i mobili commissionati ad un falegname non erano ancora pronti. Mio padre aveva una rivendita di bibite e vino proprio di fronte all'abitazione. La famiglia che aveva dato in affitto la camera era andata via al mattino per raggiungere una campagna e aveva pregato mia madre, che era in cinta di cinque mesi, di seguirla. Ma mio padre non intendeva lasciare la città pensando che quella del bombardamento fosse una notizia infondata e così anche mia madre rimase ad Alghero.
Quando arrivarono gli aerei mia madre era sola in casa. A quanto raccontava fu un'interminabile notte di terrore poiché si aspettava una bomba in ogni istante della durata del bombardamento. La bomba più vicina cadde nella Cattedrale, a poche centinaia di metri dalla sua abitazione. 
L'evento si impresse nella sua memoria e non la abbandonò mai. Finita la guerra, la città tornò a vivere. Ma quando mia madre sentiva i fuochi artificiali della festa di Sant'Agostino, rione nel quale si era poi trasferita, chiudeva porte e finestre e si ritirava in camera. Mentre per noi ragazze era una festa, per lei ritornava il terrore vissuto da sola in quella camera ammobiliata di Piazza Civica.
Mio padre invece non parlò mai dell'avvenimento.



Il palazzo di Piazza Civica dove abitavano i miei genitori. La piazza non fu colpita dalle bombe.

Michelino Chessa nei "Racconti Algheresi" vol. 2° a pag 72 di fa conoscere un altro aspetto dello sfollamento. Egli dice:
"Durante l'ultima guerra gli algheresi sfollarono nelle campagne per sfuggire ai bombardamenti, molti furono colpiti dalle febbri malariche e furono assistiti con sacrificio dal dott. Ballero, dal dott. Costantino e dal dott. Silanos."


Aggiungo qui un dato biografico che mi riguarda. La famiglia di mia madre aveva un mulino ad acqua in periferia sulla strada Sassari - Porto Torres in una zona non distante dall'abitazione e laboratorio della famiglia dello scultore Usai, padre di Arturo Usai. Tra le due famiglie si erano stabiliti dei rapporti e quando mio nonno è morto Ettore Usai (forse figlio dello scultore) ha fatto il ritratto da una foto.. Il ritratto è firmato e porta la data 2 /9/1923.



Il ritratto di mio nonno Francesco Gaspa, con la firma di Ettore Usai. 
Noi eravamo convinti che si trattasse di una foto ma guardando bene si vede che è un disegno. Data e firma sono in basso a destra. 
(G.T.)





Per la cupola di San Michele di Alghero contatta:
http://it-it.facebook.com/pages/DDD-Digital-Dimension-Design/157348294326103
www.enricoceravola.com

giovedì 8 settembre 2011

Musica di "Nostra Senyora de Vallvert"

La musica del canto religioso tradizionale "Nostra Senyora de Vallvert"
Puoi trovare l'articolo di riferimento "Alghero: la sua musica"  V  su:
http/blog.libero.it/nonbasta/

Musica della canzone "La tarongia sanguinosa"

Musica della canzone tradizionale algherese "La tarongia sanguinosa".

Vedi l'articolo "Alghero: la sua musica"  IV    pubblicato nel post n° 20 del blog
http://blog.libero.it/nonbasta/


Per la cupola di San Michele di Alghero contattare:
http://it-it.facebook.com/pages/DDD-Digital-Dimension-Design/157348294326103

Scala melodica sarda tradizionale

Rigo musicale di scala melodica sarda tradizionale pubblicata per l'articolo "Alghero: la sua musica"  III  che puoi trovare nel post n° 19 del blog
http://blog.libero.it/nonbasta/

Per la cupola di San Michele di Alghero:
http://it-it.facebook.com/pages/DDD-Digital-Dimension-Design/157348294326103